L’importanza del pensiero computazionale

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PREMESSA

Il pensiero computazionale è alla base della programmazione, ma è anche molto importante nella vita di tutti i giorni.

È considerato uno strumento fondamentale da inserire nella didattica della scuola primaria e dell’infanzia, per sviluppare creatività e capacità di problem solving, ma non solo.

Capiamo meglio insieme di cosa si tratta.

COSA SI INTENDE PER PENSIERO COMPUTAZIONALE?

“Il pensiero computazionale è un processo di formulazione di problemi e di soluzioni in una forma che sia eseguibile da un agente che processi informazioni”

Questo è come Jeanette Wing definisce il concetto di pensiero computazionale nel 2006.

In poche parole, il pensiero computazionale rappresenta il concetto di problem solving, ovvero identifica il problema, lo analizza in ogni sfaccettatura e infine cerca possibili soluzioni.

L’importante è che queste soluzioni vengano capite sia da un umano che da una macchina.

Il termine computazionale, dall’inglese computing, è proprio legato al calcolo, al progettare le computazioni che serviranno ad un computer per raggiungere la soluzione definitiva.

Secondo Wing il pensiero computazionale era un completamento e combinamento del pensiero matematico con la creatività.

Infatti, ormai il mondo del lavoro segue l’innovazione, perciò è importante essere in grado di adattarsi al cambiamento e imparare ad avere idee e saper agire utilizzando la creatività combinata alla matematica, all’ingegneria e alla tecnologia.

Ovviamente, tutto ciò si collega al concetto di pensiero computazionale.

Le fasi del pensiero computazionale

Solitamente, vengono riconosciute tre fasi nel pensiero computazionale:

ASTRAZIONE: formulazione del problema;

AUTOMAZIONE: espressione della soluzione sotto forma di algoritmo, per far sì che venga capita sia da un essere umano che da una macchina;

ESECUZIONE: esecuzione della soluzione, avviene in modo automatico, seguendo attentamente i passi dell’algoritmo.

Perché è così importante?

Sebbene l’informatica e il coding (di cui abbiamo parlato in maniera approfondita nell’articolo di settimana scorsa) sono i mezzi principali per sviluppare il pensiero computazionale, in realtà è considerato così importante perché è utile anche nella vita di tutti i giorni, per risolvere problemi più o meno complessi.

Anche la Wing diceva:

“quando uso il termine pensiero computazionale, la mia interpretazione della parola problema e soluzione è ampia. Non intendo solo problemi matematicamente ben definiti ma anche problemi del mondo reale.”

Proprio per questo motivo è importante introdurre sia il pensiero computazionale che il coding nella didattica della scuola primaria e dell’infanzia.

PENSIERO COMPUTAZIONE E CODING A SCUOLA

Come visto in precedenza, Jeanette Wing pensa che inserire il pensiero computazionale tra le competenze e capacità dei bambini risulta fondamentale, soprattutto per sviluppare il loro creatività.

Questo è molto importante non solo per l’aspetto creativo, ma anche per l’aspetto informatico e per sviluppare la capacità di problem solving.

Per stimolare il pensiero computazionale nei bambini uno degli strumenti fondamentali è il coding.

Al giorno d’oggi esistono tantissimi programmi per insegnare coding e pensiero computazionale ai bambini, stimolando e sviluppando in loro proprio gli aspetti di creatività e risoluzione dei problemi.

Le 4 P dell’apprendimento creativo

Mitchel Resnick, professore di ricerca sull’apprendimento presso il MIT media lab di Boston, ha indicato che il modello delle 4 P dell’apprendimento creativo può essere un ottimo modo per aiutare lo sviluppo del pensiero creativo nei bambini.

Il modello delle 4 P dell’apprendimento creativo si divide in:

PROJECT: creare progetti;

PASSION: lavorare a progetti che interessano davvero, in questo modo si lavora per più tempo e mettendoci più impegno.

I progetti possono essere su vari ambiti in base alle proprie passioni.

PEERS: lavorare in gruppo, condividendo il proprio lavoro o integrandolo con quello degli altri, un esempio di programma utile per questo è Scratch.

PLAY: sperimentare usando la creatività, provare sempre qualcosa di nuovo e diverso.

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